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Tonino Guerra inaugurazione Antiquariato a Pennabilli 2012

Tonino Guerra grande poeta romagnolo

Tonino Guerra poeta e artista della Romagna

Oggi ricorre il decimo anniversario dalla scomparsa di Tonino Guerra, il grande poeta e sceneggiatore romagnolo che ha firmato capolavori indimenticabili.
Raccontare Tonino Guerra nella spazio di un post è impossibile.
Nella sua vita il nostro artista ha prodotto una moltitudine di opere in quasi ogni campo dell'arte e dell'espressività.
Dalla poesia al cinema, dalla pittura alla scultura, Tonino Guerra dedicò quasi interamente la sua vita al racconto d'amore per le sue radici ed i suoi ideali.
Convinto e tenace antifascista si oppose fieramente alla dittatura mussoliniana e persino in carcere riuscì a donare la sua arte come un vessillo di speranza e libertà.
Tonino Guerra morì all'età di 92 anni il 21 marzo del 2012 a Santarcangelo di Romagna, la città dove era nato il 16 marzo 1920.
Il poeta ha amato profondamente la sua piccola città e questa gli ha ricambiato con convinzione il legame e lo ha adottato fra i suoi più illustri cittadini.
Tonino Guerra lavorò anche a sceneggiature cinematografiche che hanno fatto la storia del cinema italiano.
Ha lavorato con i più grandi registi italiani: Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, i fratelli Taviani solo per citarne alcuni.
Con Fellini vinse il premio Oscar nel 1975 per il capolavoro autobiografico Amarcord ("mi ricordo"), la splendida rappresentazione di Rimini e della Romagna nei ricordi di giovinezza di Fellini.
Guerra visse il dramma della seconda guerra mondiale e fu anche fra i prigionieri deportati in Germania.
Trascorse una parte della sua vita in Russia di cui era molto innamorato.

La nostra intervista a Tonino Guerra a Pennabilli

Visse a lungo a Roma e ormai anziano tornò in Romagna, nella Valmarecchia.
Qui risiedette per diversi anni nell'incantevole comune di Pennabilli in cui ancora oggi ammiriamo molte sue splendide installazioni artistiche, i cosiddetti Luoghi dell'Anima, primo fra tutti l'Orto dei frutti dimenticati.
Tonino Guerra fu grande ammiratore di un altro grande poeta e scrittore della Romagna, Olindo Guerrini.
Le opere letterarie di Guerra sono scritte in parte in italiano, ma soprattutto in romagnolo o in doppia lingua.
Per chi non lo sapesse il romagnolo è una vera e propria lingua e non un semplice dialetto.
Non aggiungiamo altro su Tonino Guerra, vale la penna cercare e scoprire autonomamente la sua vasta produzione artistica e letteraria.
Ma soprattutto vale la pena visitare i suoi luoghi, tutto sommato a pochi passi dalle sabbie dorate delle vacanze estive.
Per toccare con mano ciò che ci ha lasciato, per vivere una emozione profonda condividendo i suoi luoghi dell'anima.

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fogheraccia di San Giuseppe tradizione di Romagna

la fogheraccia una tradizione di Romagna

la fogheraccia una tradizione di Romagna

Ogni anno la sera del 18 marzo si ripete una tradizione di Romagna, è la fogheraccia.
Si tratta dell’accensione di falò di legna, un rito la cui origine pagana risale alla notte dei tempi.
La fogheraccia, altrimenti detta anche focheraccia o focarina è la parola italianizzata che deriva dalla parola dialettale “fug” che significa fuoco.
Nella zona riminese il termine dialettale è “fugàraza” e così veniva ancora comunemente indicato questo rito del fuoco fino a pochi decenni fa.
Riguardo a questa tradizione tipica della Romagna è stato scritto molto e ne troviamo traccia anche in diverse rappresentazioni cinematografiche.
La pellicola sicuramente più famosa è Amarcord che nel 1975 valse l’Oscar quale miglior film in lingua straniera al grande regista romagnolo Federico Fellini.
La sceneggiatura di Amarcord fu scritta da Fellini insieme al grande poeta romagnolo Tonino Guerra, scomparso il 21 marzo del 2012.
Allo straordinario artista di Pennabilli dedicheremo un post particolare proprio in occasione del decennale dalla sua scomparsa.
La tradizione della fogheraccia nasce nell’antichità come rituale pagano benaugurante per l’arrivo della primavera che prevale sul lungo inverno.
Con l’avvento del cristianesimo il rito del falò viene dedicato a San Giuseppe.

La raccolta del legno adatto alla fogheraccia

Nell’ultimo secolo il suo carattere propiziatorio viene rappresentato in particolare utilizzando per il fuoco anche vecchio mobilio e vecchi utensili di legno, oltre alla legna secca proveniente dalle prime sistemazioni e potature in campagna.

il legno accatastato sulla spiaggia, a poche ore dall'accensione della fogheraccia
Oggi le precauzioni e soprattutto gli obblighi di sicurezza vietano l’accensione indiscriminata delle fogheraccie, ma fino a pochi anni fa si poteva assistere anche ad una sorta di competizione fra quartieri o addirittura di vie a chi realizzava il fuoco più grande e duraturo.
Un ricordo infantile ancora molto vivo in chi scrive è l’emozionalità che accompagnava la settimana antecedente l’accensione della fogheraccia.
Era un misto di tensione e di rivalità con le altre fogheraccie della zona, ci si organizzava in piccoli gruppi che avevano il compito di sorvegliare nottetempo la propria catasta di legna affinchè gli “avversari” non venissero ad accenderla dolosamente.
In questa competizione per la fogheraccia più imponente erano impegnati proprio tutti, sia ragazzi che adulti.

Fogheraccia tradizione della gente di Romagna

Prima che gli intrattenimenti televisivi prendessero il sopravvento sulle relazioni interpersonali dirette, erano proprio momenti di tradizione come questi a segnare i rapporti sociali.
Attorno a quei fuochi crepitanti le famiglie si riunivano, si incontravano, si comunicavano.
Spesso nascevano anche relazioni, probabilmente in conseguenza della emozionalità condivisa fra tutti e di quel magico gioco di luce ed ombre, di caldo potente che solo un grande fuoco ti può donare.

Restano comunque le fogheraccie ufficiali, quelle autorizzate dai comuni con apposite ordinanze e presidiate dai Vigili del Fuoco e dai volontari.
Una lista abbastanza attendibile dei punti di accensione e delle date di svolgimento la si può ritrovare in questa pagina.
Si, perchè per una serie di motivazioni che non stiamo qui a vagliare, in certi luoghi della riviera e dell’entroterra la fogheraccia negli ultimi anni la si accende in data diversa dalla tradizionale serata del 18 marzo.
Oggi la tradizione della fogheraccia di San Giuseppe sembra essere un rito forzato, il frutto di una azione di marketing. Ma vale ancora la pena esserci, ritrovarsi vicini gli uni agli altri, sentire le voci dei ragazzini che giocano a debita distanza dal fuoco, vedere gli adulti parlarsi e per un attimo sentirsi tutti simili nel bisogno di un domani più fortunato, più libero dalle difficoltà quotidiane.

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i passatelli in brodo di cappone sono una grande tradizione gastronomica della Romagna

Passatelli in brodo tradizione di Romagna

i passatelli in brodo la vera tradizione della Romagna

I passatelli sono la vera tradizione della Romagna, quelli serviti in brodo di cappone o di pollo.
Gli ingredienti di base lo rendono uno piatto di gusto straordinario, ma tutto sommato anche anche semplice.
Per farli servono soltanto: pangrattato, uova e parmigiano. E' emozionante ricordare la ricetta del mitico Artusi.
L'aroma particolare viene poi dato da un pizzico di pepe, un poco di noce moscata e della scorza di limone.

Gli ingredienti tradizionali dei passatelli

pangrattato, parmigiano, uova, scorza di limone e noce moscata sono gli ingredienti ufficiali dei passatelli
L'origine dei passatelli in brodo risale alla più schietta ed antica tradizione contadina della Romagna.
Anticamente la preparazione dei passatelli aveva lo scopo di utilizzare quel poco che avanzava dalla povera tavola quotidiana: pane raffermo e formaggio indurito.
A questi poi si univano le uova ed il midollo delle ossa di bue, per dare corpo e sapore.
Come poi accade alle cose genuinamente buone, è avvenuta nel tempo una evoluzione raffinata dell'antica ricetta tradizionale.
Il passaggio al pane bianco ed al parmigiano segnarono il punto di svolta che rese i passatelli una scelta raffinata.
Questi due ingredienti fondamentali, per tradizione andavano utilizzati in uguale quantità.
E' comunque noto che in realtà nelle case dei "signori", i ricchi, era abitudine utilizzare un quantitativo di parmigiano ben più abbondante rispetto al pangrattato.

Un impasto a regola d'arte è il segreto dei passatelli

lavorazione a mano dell'impasto dei passatelli
Nella ricetta della tradizione di Romagna la preparazione dei passatelli in brodo parte dall'impasto che si ottiene amalgamando per bene gli ingredienti.
L'impasto risultante deve avere una precisa consistenza per essere schiacciabile con il "ferro".
Il ferro è un utensile di forma cilindrica dotato di uno stantuffo a mano sul lato superiore e di fori piuttosto grandi sul lato inferiore.
Quando viene schiacciato dallo stantuffo, l'impasto fuoriesce dai fori sotto forma di cilindretti piuttosto rugosi.
l'impasto viene messo nel ferro da cui pressato esce sotto forma di morbidi spaghettoni
La giusta consistenza dell'impasto è uno dei segreti che contraddistingue l'abilità della mano di chi prepara i passatelli.
Una compattezza eccessiva renderebbe impossibile la fuoriuscita dei passatelli dai fori, viceversa una scarsa consistenza farebbe sfaldare il passatello durante la cottura.
Questi spaghettoni di impasto che escono dal ferro devono poi essere tagliati ad una lunghezza tra i 5 e i 10 cm e messi a cuocere in un buon brodo di carne, tradizionalmente di cappone.
La cottura dura solo qualche minuto, il passatello è un prodotto freschissimo.
Curiosità: il nome passatelli deriva proprio dal fatto che prendono forma dopo essere "passati" dai fori del ferro.

Le diverse varianti dei tradizionali passatelli serviti in brodo di cappone

il taglio irregolare conferisce ai passatelli una caratteristica originale ad ogni preparazione
I passatelli cotti e serviti in brodo di cappone sono la grande tradizione della Romagna.
Per completezza diciamo che esistono anche delle varianti, frutto della creatività e delle fantasie locali.
Ad esempio possono essere serviti anche asciutti e conditi con sughi di verdura oppure di carne o di pesce.
In alcune zone caratteristiche si possono persino trovare interessanti variazioni con condimenti a base di tartufo.
Ma non c'è dubbio: la tradizione romagnola originale è quella dei passatelli serviti in un fumante e gustoso brodo di cappone.

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confettura

Marmellata o Confettura

Marmellata o confettura?
Comunemente si tende a utilizzare i due termini indistintamente, ma in realtà la legislazione italiana (Decreto Legislativo n.50 del 20 febbraio 2004) dà due definizioni diverse e ben precise di queste preparazioni.
La marmellata si ottiene dalla cottura di zucchero e agrumi. Solo agrumi!
La quantità di frutta per legge deve superare il 20% e può essere esclusivamente: arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto e pompelmo.
Con tutti gli altri tipi di frutta diversa dagli agrumi si prepara invece la “Confettura” purché sia oltre il 35%.
Se addirittura la percentuale supera il 45% si tratta di “confettura extra”.
Ora che è ben chiaro quando dovremmo usare le definizioni di Marmellata o di Confettura, possiamo indicarne una terza anche se non è prevista dalla legge una sua specifica regolamentazione: la composta.
Si parla di composta se la frutta supera i due terzi del totale e la quantità di zucchero è sensibilmente inferiore rispetto alle altre preparazioni.
Per questa ragione, la composta viene spesso indicata e consigliata per fare una colazione veramente sana.
La nostra che vi portiamo a tavola al mattino è perciò una confettura che possiamo anche chiamare anche “composta”, visto cha la frutta presente non è mai meno del 75%.
E a proposito di salute e di sano, vi ricordiamo con orgoglio la provenienza della frutta dalle coltivazioni di Marisa Corbelli.
Frutta a km 0 perché arriva dalla campagna al confine di Igea Marina e soprattutto da coltivazioni eseguite con metodi di lotta integrata e praticamente biologiche.
Più sana di così!

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un buon primo piatto di pesce

Salute e tanti saluti alla dieta

Alla Caravella facciamo tanti saluti alla dieta superflua, che soprattutto in vacanza non è molto ben vista.
Perciò ti consigliamo di farla ora che sei a casa, se proprio ci tieni al giro vita o alla classica prova costume.
Chiariamo subito che la dieta a cui ci riferiamo qui è assolutamente intesa in senso ironico e scherzoso di “sacrificio superfluo e privazione del piacere della tavola”.
All’hotel La Caravella anzi siamo a favore di un regime alimentare salutare e benefico.
Consigliamo pasti moderati nelle quantità, ma ricchi di varietà, la dieta mediterranea e le gustose prelibatezze tipiche romagnole.

Buoni piatti, ricette e consigli

L’argomento iniziale di questo articolo lo usiamo solo a pretesto per iniziare a parlarvi di buoni piatti, raccontarvi qualche segreto di cucina o mostrarvi foto che possano farvi venire un po’ di acquolina e la voglia di sedervi a tavola all’hotel La Caravella.
lasagne al forno
Con i tanti saluti alla dieta vogliamo invitarvi alla nostra tavola, proporvi di assaggiare qualcosa di buono.
Lasagne al forno, tagliatelle al ragù o passatelli in brodo sono i primi piatti che sfidano spaghetti con canocchie, risotto di pesce o tagliolino allo scoglio.
E’ una dura competizione, ma va affrontata con impegno e slancio!
L’assillo del girovita si dovrebbe gestire con metodo e saggezza durante tutto l’arco dell’anno e permettersi una vacanza in relax con forchetta e cucchiaio.
Il buon gusto a tavola è amico della salute e del benessere nella scelta di cibi sani, buoni e nella giusta quantità.
Perciò restate sintonizzati su questo blog e… buon appetito!

*Per approfondire in modo serio: dieta

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cercatori di cannelli e vongole

Cercatori di vongole e cannelli

Come i cercatori d'oro del farwest, ogni giorno con la bassa marea vedi i cercatori di vongole e cannelli con lo sguardo attento ad ogni indizio di presenza di questi molluschi.
Sulle vongole nostrane romagnole si potrebbe scrivere un volume di enciclopedia (naturalmente cos'è una enciclopedia è un segreto che solo i più anziani conoscono...), ma a parte i dettagli circa le deliziose varianti locali, dalla verace alla poveraccia, tutti sanno cosa è una vongola!

La ricerca del cannello

Invece: cos'è il cannello?
Intanto diciamo che si tratta del mollusco bivalve più comunemente conosciuto con il nome di cannolicchio.
Il suo nome scientifico è Solen marginatus ed è molto diffuso nel Mediterraneo.
La curiosità principale e più interessante riguarda il suo habitat: vive principalmente insabbiato, in posizione verticale, ad una profondità che può variare da una decina di centimetri fino anche ad un metro.
cannello
La pesca di questi frutti di mare avviene per mezzo del ferretto: una sottile asta metallica che va infilata nella sabbia dove si vede spuntare il "soffio" del cannolicchio, cioè il getto di acqua che emette nel suo incessante lavoro di filtraggio per cibarsi dei nutrienti.
L'occhio esperto dei raccoglitori di cannelli individua la sagoma del minuscolo vulcano e con prontezza infila verticalmente il ferretto fino a raggiungere il bivalve che, istintivamente si chiude su sè stesso per proteggersi, ma in realtà si stringe al ferro divenendo facile preda del raccoglitore che altro non deve fare se non estrarre il ferretto alla cui estremità è avvinghiato il nostro gustosissimo mollusco.
raccoglitori di cannelli all'opera al mattino presto
Questa raccolta avviene di primo mattino e ovviamente in modo amatoriale e porta con se tutti i limiti dati dalla assenza dei sacrosanti controlli sanitari che non dovrebbero mai mancare per confermare la commestibilità.
Controlli che certamente non mancano per la raccolta professionale dei cannolicchi, che avviene solo in determinati periodi dell'anno fissati per legge a tutela del ripopolamento.

Il nostro mare in ottima salute

Però una cosa la vogliamo dire con orgoglio: il nostro mare, la nostra costa, il nostro fondale marino godono di ottima salute e da anni non è rilevata presenza di inquinanti o altre problematiche che possono mettere seriamente a rischio nel consumo di una delizia come il cannolicchio.
Ah, per le ricette vi consiglio quella per me vincente su tutte: il cannello gratinato.

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8 marzo 2022

festa della donna 8 marzo 2022

festa della donna 8 marzo 2022

Quest'anno la data in cui la maggior parte del mondo civile si ricorda di festeggiare le donne cade in un momento davvero terribile, in particolare per le donne.
L'8 marzo 2022 lo ricorderemo come un giorno di fuga, di dolore, di incertezza per milioni di donne in Europa e nel resto del mondo.

Le donne in fuga e quelle obbligate al silenzio

Sono centinaia di migliaia le donne che scappano dai bombardamenti abbracciando e portando con se il bene più prezioso, i figli, e poco altro.
Moltissime anche le madri e le mogli dei soldati di cui nessuno parla, da entrambe le parti.
Poi le nostre donne più anziane che mentre guardano la tv si commuovono e ricordano con sgomento la tragedia vissuta tanti anni fa.
Fuori dai riflettori dei mezzi di comunicazione poi ci sono le donne dimenticate nei Paesi tornati nelle mani di uomini-padroni, donne che devono persino dimenticare di saper leggere per non essere emarginate con violenza ed ignoranza nel pretesto di una ossessione religiosa.

Il coraggio è in tutte le donne

La festa della donna quest'anno è di sofferenza per tante donne, ma è anche colmo di tutto il coraggio che ogni donna sa di avere per affrontare ogni giorno un mondo che per loro è sempre un po' più in salita.
Anche nella cosiddetta società avanzata siamo lontani da una vera giustizia di genere, di cui fin troppo si parla rispetto ai passi avanti che si potrebbero fare.
E' difficile oggi scrivere della ricorrenza in cui si festeggiano le donne senza rischiare di cadere nella banalità o nella inutilità di frasi fatte o di circostanza.
Per dimenticanza o per colpevole ignoranza si evita di allargare il discorso al variopinto universo che occupa lo spazio intermedio fra uomo e donna.
Chi non sa, non può o non vuole rispondere non si pone domande.

Ogni giorno sia un giorno per le donne

Però non è una banalità ricordare agli uomini che se il mondo fosse guidato dalle donne le guerre sicuramente non esisterebbero.
Ogni tipo di donna conosce meglio di un uomo il significato prezioso della vita e se potesse scegliere non accetterebbe mai di rinunciare al battito di un cuore per ascoltare il colpo di un fucile.
Questo articolo sta per terminare così come la festa della donna di oggi 8 marzo 2022 sarà alcune ore un altro giorno, un giorno come gli altri.
Oggi possiamo regalare mimose, abbracci e cioccolatini alle nostre donne, ma la cosa più bella che dovremmo fare veramente è ascoltarle, per imparare da loro, per imparare la vita.
Solo così, crediamo, ogni giorno sarà ancora il giorno dedicato alla donna.

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La buona acqua e il rispetto dell’ambiente.

Alla Caravella bevi buona acqua gratis e rispetti l'ambiente.
Questo è possibile perché abbiamo eliminato l'uso delle bottiglie di plastica per l'acqua.

Meno PET, meno spreco di acqua

Le comuni bottiglie da 1,5 litri dell'acqua minerale sono fatte di PET. PET è una sigla che significa "polietilene tereftalato", è una materia sintetica, è un poliestere che si realizza con petrolio, gas naturale e altre materie prime pregiate, tra cui purtroppo anche tanta buona acqua che deve essere usata nel processo di produzione.
Si, hai letto bene: per produrre la plastica usata per le bottiglie di acqua minerale serve anche l'acqua oltre al petrolio.
E tanto per essere precisi, per produrre 1 kg di PET sono necessari ben 17 litri di acqua nel ciclo industriale di produzione.
In pratica per bere una bottiglia d'acqua da 1,5 litri se ne deve sprecare quasi 1 litro solo per farla, quella bottiglia.
E sai quanto petrolio serve per fare un kg di PET? te lo dico subito: 2 kg.
In media con un kg di PET si fanno circa 25-30 bottiglie da 1,5 litri.

Rispettare l'ambiente

Nella lavorazione industriale circa metà del petrolio necessario per produrre PET non diventa PET, ma diviene scarto e per lo più rilasciato nell’atmosfera come gas idrocarburi, anidride carbonica, ossidi di zolfo e monossido di carbonio.
Tutti insieme questi gas e scarti hanno un peso poco inferiore al peso del PET prodotto!
Ora se aggiungi l'inquinamento per il trasporto e la consegna delle bottiglie di acqua minerale e l'inquinamento ambientale di quella grande quantità di bottiglie vuote che non viene gestita nella raccolta differenziata, ti rendi conto dell'importanza di considerare il valore di questa situazione.
Le bottiglie dell'acqua minerale sono fatte di PET

Tanta buona acqua buona da bere

E' anche per questo che siamo soddisfatti del servizio che da anni eroghiamo con il nostro "spillatore" dell'acqua e vi ringraziamo di cuore della accoglienza del servizio e dell'uso intenso che ne fate.
Abbiamo fatto un calcolo dei risultati ottenuti "nel nostro piccolo" basandoci su quanta buona acqua è stata erogata gratis dal nostro spillatore da quando è entrato in funzione nel 2013 fino ad oggi.
Con le nostre brocche di vetro puoi bere buona acqua a tavola ed in camera e rispetti dell'ambiente.  Così noi e voi insieme abbiamo evitato di sprecare:
3600 kg di petrolio
3000 litri di acqua

Meno anidride carbonica e altri inquinanti

inoltre abbiamo evitato di immettere nell'atmosfera 3000 kg di anidride carbonica (CO2) e tutti sappiamo che è la CO2 è la principale responsabile dell'effetto serra e dei cambiamenti climatici.
Vogliamo concludere dicendo che in più avete bevuto acqua sana, fresca e pulita!!!
In un prossimo post vi racconteremo e vi faremo vedere dove nasce l'acqua che alimenta il nostro piccolo-grande spillatore.
Con l'uso delle brocche di vetro tanta acqua buona e rispetto dell'ambiente

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